Musica

Intervista a :CRLN “Si scrive CRLN ma si legge CAROLINE”

“Quando si ascolta la mia musica mi piacerebbe che non si pensasse a nulla. Mi piace il silenzio attento quando canto, mi piace vedere facce delle persone presenti assorte non nei pensieri, ma nelle mie parole.”

(CRLN)

CRLN- 02 - foto di Ciro Galluccio

 

 Caroline in arte CRLN è una giovane cantautrice di appena 23 anni originaria di San Benedetto del Tronto, un’artista dal sound internazionale in bilico tra indie pop, soul ed elettronica che riesce fin da subito a far parlare di se entrando tra le novità presentate da Rolling Stone Italia . Il suo primo EP “Caroline” è stato registrato ai Macro Beats Studio di Milano, prodotto interamente da Macro Marco con il supporto del producer Gheesa, dei polistrumentisti Ulisse Minati e Mirko Onofrio (Brunori SAS) e del bassista Roberto Dragonetti (Ghemon), con una preziosa incursione del “golden boy” dell’elettronica italiana Yakamoto Kotzuga nella traccia “Un viaggio senza fine”.

I cinque brani si snodano tra sonorità raffinate e moderne, passaggi ipnotici e atmosfere ricercate su cui la voce elegante e a tratti fragile di CRLN racconta la quotidianità di una ragazza che, chiusa tra le mura della sua stanza, riflette su ritorni, abbandoni, delusioni e rivincite. Un debutto importante che cerca di scardinare i tradizionali canoni del pop italiano pur rimanendo fedele ad una certa tradizione melodica, con uno stile assolutamente personale e una naturalezza disarmante per un esordiente. Il video del singolo “Parlami di te” è la chiave che la porta direttamente ad entrare tra i giovani artisti emergenti dell MTV New Generation.

Noi di RedGlaze Magazine abbiamo avuto l’occasione di “strappargli” una piccola intervista, facendovi così conoscere qualcosa di più su di lei e la sua musica.

 Si scrive CRLN ma si legge Caroline…..

Presentarmi con questa frase è stata la prima cosa a cui ho pensato. Non è molto intuitivo questo genere di nome, però rimane una scelta d’effetto.
E’ un tipo di acronimo che avevo già sentito da altri artisti. La possibilità di poterlo usare mi ha elettrizzato fin subito.

Sei un ‘artista giovanissima, come ci si sente ad essere entrata nell’universo musicale…

Inizialmente mi sono sentita spaesata. Ci si sente sempre troppo piccoli rispetto al nuovo mondo in cui si entra e rispetto alle situazioni che si creano.
Ritrovarmi negli studi RedBull per esempio è stato qualcosa di assurdo, non avrei mai creduto nella mia vita di poter avere un opportunità così grande.
Piano piano comunque ti abitui a questa bella realtà musicale e inizi a prendere le cose con più tranquillità.

CRLN- 07 - foto di Ciro Galluccio

L’incontro tra Caroline e Macro Beats

E’ andata più o meno così: io vivevo la mia vita spensierata tra università e musica, studiavo per gli esami e nel mentre registravo qualche cover con l’ukulele da mettere su instagram. Un giorno Macro Marco, che già seguivo insieme a tutto il suo roster, ha iniziato ad apprezzare quello che pubblicavo con il classico metodo che i social offrono il “ mi piace” successivamente utilizzando sempre un termine da social network ha deciso di “followarmi”. Una mattina mi ci sono messa in contatto, parlando abbiamo scoperto di essere pure vicini di casa a Roma e così è iniziato tutto.

Parliamo ora della tua musica:  come nasce “Caroline” e perché la scelta di presentarti al pubblico con” Parlami di te”

Caroline nasce sempre con l’incontro tra me e Macro Marco. Abbiamo strutturato insieme l’EP con le sue sonorità.
Abbiamo scelto Parlami di Te per presentarci perchè è un pezzo felice e triste allo stesso tempo, ha un sapore estivo nonostante racconti una storia che lascia un sapore amaro.

“Sessanta” è il tuo ultimo singolo registrato nei Red Bull Studios di Parigi, puoi raccontarci qualcosa di quest’esperienza oltre confine?

E’ stata un’esperienza unica e quasi surreale per me.
Qualche giorno prima di partire Macro Marco mi aveva scritto “Andiamo a Parigi a scrivere un pezzo” e io non ho esitato un attimo.
Eravamo io, Macro, Kiave e Gheesa che ha prodotto il pezzo. Ci siamo divertiti tantissimo, lo studio era qualcosa di assurdo, registravo e dietro di me c’era una vetrina. La gente passava e mi vedeva cantare. Eravamo tutti molto carichi e il pezzo è uscito benissimo.
Quando sono tornata a Roma dopo il viaggio mi sono seduta sul divano di casa e mi sono chiesta se mi fossi svegliata da poco, forse era stato solo un sogno poi quando è uscito “Sessanta” mi sono resa conto che tutto quello che avevo vissuto era reale.

CRLN- 01 - foto di Ciro Galluccio

Quali sono gli artisti che ispirano tuttora la musica di Caroline?

La mia musica viene dal mio mood generale, che solitamente è triste e/o malinconico. Tra le mie ispirazioni ci sono:  Daughter, Dream Koala e gli XX che rispecchiano perfettamente questa mia caratteristica.

Se dovessi descriverti con un brano……

Probabilmente sarebbe Youth dei Daughter. Dolce ma carico allo stesso tempo.

Cosa ti piacerebbe che pensasse il pubblico quando ascolta un tuo brano…

Mi piacerebbe che non si pensasse a nulla. Mi piace il silenzio attento quando canto, mi piace vedere facce delle persone presenti assorte non nei pensieri, ma nelle mie parole.

Martha Padovani

CONTATTI:

https://www.facebook.com/CRLNakaCaroline/

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