Arte/Eventi

L’ARTE CONTEMPORANEA IN POLESINE: DELTARTE – IL DELTA DELLA CREATIVITÀ

 

Chi l’ha detto che l’arte esiste solo nei musei o nella grandi città?

Recentemente è stata inaugurata la IV edizione di un progetto molto particolare riguardante l’arte contemporanea: DeltArte.

Come suggerisce il nome, si svolge in Polesine,lungo il Delta del Po. Un territorio molto ricco ma allo stesso tempo sottovalutato. Da sempre piena di risorse e di opportunità.

DeltArte prende il via ufficialmente lo scorso 29 aprile presso il Comune di Taglio di Po con l’evento Magic Playground dove l’artista Melinda Šefcìć assieme ai ragazzi delle scuole medie ha realizzato una vera e propria opera di Street Art, ubicata presso i giardini pubblici del paese.

Già dal primo evento il progetto si rivela molto interessante perché vuole rivalutare il territorio e allo stesso tempo cercare di fornire una nuova idea di arte, che si distacca dal concetto tradizionale delle opere inscatolate nel museo ma che anzi vuole uscire e  raggiungere direttamente il pubblico, permeandosi con il contesto urbano nella quale è inserito. Non è un caso quindi che all’interno del programma siano inseriti degli interventi di Street Art. Inoltre vengono organizzate mostre e serate collaborando con musei già esistenti e interventi lungo il Delta del Po per far riscoprire un territorio e un paesaggio nella pienezza dei suoi colori e della sua atmosfera.

Inoltre la collaborazione con le scuole tramite workshop e laboratori didattici, permette ai ragazzi di sentirsi artisti per un  giorno,  ma anche di divenire più sensibili e ricettivi verso il mondo che li circonda.

DeltArte è un progetto avviato già da alcuni anni e vede la luce grazie all’idea di Melania Ruggini, la quale oggi ha gentilmente accettato di parlarne qui a RedGlaze Magazine, in qualità di direttore artistico.

4. inaugurazione Tellas

Com’è nato il progetto DeltArte?

DeltArte – il delta della Creatività nasce nel 2012 da una mia idea, dato che mi occupavo da diversi anni di arte contemporanea e di organizzazione di eventi, volevo mettermi in gioco come curatrice indipendente. Questo progetto era il mio sogno nel cassetto e dunque ho sottoposto questa idea alla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo partecipando al bando Culturalmente – Nuovi Linguaggi dArte. Il progetto vince la prima, poi la seconda ed infine la terza edizione del bando e da qui inizia il suo viaggio nella creatività. Il punto di riferimento del festival itinerante è il Delta del Po in cui abbiamo iniziato a scrivere una delle pagine più stimolanti del racconto contemporaneo per mezzo della creatività giovanile, nelle sue molteplici forme.

3. inaugurazione Tellas loreo

Con il progetto DeltArte, ha creato una serie di eventi che mirano ad unire l’arte con la rivalutazione del territorio. Penso per esempio, alla crociera sul Delta del Po, organizzata per il prossimo 26 giugno dove durante il tragitto verso la foce del fiume, vi sarà una serata allietata da Riky Anelli, cantautore bergamasco, unito ad una performance di body art da parte dell’artista Lisa Bettini. Tutto ciò è avvenuto grazie alla sempre collaborazione con Voci per la Libertà, REM ed Eco Design Week. Mi chiedo, quindi, quanto è importante per lei il Polesine?

DeltArte si basa proprio sul dialogo indissolubile e in costante divenire tra arte contemporanea e paesaggio.

Gli artisti under35 sono invitati a partecipare mediante sopralluoghi, residenze d’artista e studi specifici sul territorio, per creare delle opere site-specific. Io ho sempre amato questi luoghi, seppure per anni abbia vissuto – per ragioni lavorative- in grandi città. Tuttavia, quando ritornavo a salutare i miei cari, sentivo che c’era un legame molto forte con questo ambiente. Si percepisce qualcosa di magico, di sospeso, in questa terra dove da sempre l’uomo è in perenne confronto con la natura. Qui, dove terra e acqua si confondono, dove lembi di terra si snodano in un labirinto ipnotico, senza fine, quasi a creare l’illusione dell’infinito. Seducente come pochi altri luoghi al mondo, questo è il Delta del Po: un paradiso naturale tra terra, cielo e mare, dove l’incedere incerto della terra si rifugia in un mare che sembra non avere fine.

Il Polesine è un territorio che viene molto spesso sottovalutato quando invece ha molto da offrire. Secondo lei quali sono le strategie che si possono attuare per rivalutarlo dal punto di vista culturale?

Il nostro Polesine è una risorsa unica per i propri abitanti, per le aziende, per i professionisti. Tuttavia spesso non si ha la percezione di quanto si possa e si debba fare per scrivere un presente di rinnovamento sociale ed economico. Io ci credo fermamente e con questi eventi cerco di aprire gli occhi alle Istituzioni, alle Amministrazioni, alle persone autoctone, alle Associazioni, ai vari attori locali, sull’importanza della valorizzazione – anche culturale oltre che turistica – per un cambio di rotta consapevole e rivolto alla promozione territoriale. Queste sono le strategie che io applico nel mio lavoro: abbinare la cultura e l’arte al marketing turistico, creare eventi che possano accendere i riflettori sulle peculiarità delle nostre città e dei nostri luoghi, investire sui giovani e sulla loro creatività, fare leva sulle istituzioni e sulla politica per svecchiare e rivitalizzare il sistema.

La prima tappa del progetto di DeltArte è avvenuto nel comune di Rosolina dal 18 al 30 Aprile scorso, con il workshop sulla Trash Art, ovvero l’arte del riciclo come tramite di crescita e sensibilizzazione sociale. Il progetto dal titolo Everything is plastic ha previsto il coinvolgimento delle scuole. Come hanno reagito gli studenti alla partecipazione di questo lavoro?

Gli studenti sono il pubblico che ci dà più grandi soddisfazioni e che sono più sensibili all’arte contemporanea, perché sono freschi, elastici, entusiasti, propositivi. Fossero tutti come loro, il nostro Polesine sarebbe migliore!

Ho capito che per fare leva sugli adulti, bisogna prima di tutto parlare con i ragazzi e con gli studenti del territorio, perché sono loro che poi raccontano alle loro famiglie la portata di queste esperienze educative ed artistiche. A Rosolina, Riccardo Boscolo e Simon Daereck hanno creato un’opera collettiva con i ragazzi delle scuole medie: dapprima sensibilizzandoli sulla problematica dei rifiuti di plastica, poi raccogliendo quasi due tonnellate di rifiuti nella spiaggia di Porto Caleri, infine assemblando i materiali di scarto e creando una grande installazione, visibile ora davanti al centro congressi di Rosolina Mare. I ragazzi sono stati i primi artisti dell’operazione e oltre a divertirsi hanno lavorato su una tematica molto scottante, in un lavoro di sensibilizzazione e di azione consapevole, sotto lo slogan di Be the change. Ognuno può fare qualcosa di buono per l’ambiente, e questo progetto ne è la prova tangibile.

5. trash artrosolina

Parliamo ora di Street Art. Lo scorso 11 giugno è stata inaugurata  l’opera di Tellas: artista di  fama internazionale che ha prestato la sua arte per creare un’opera di rigenerazione urbana nel Cartiere del Polesine, a Loreo. Com’è stata questa esperienza? Come hanno reagito gli abitanti alla visione di tale opera?

Tellas è una persona meravigliosa, oltre che uno degli artisti più importanti sulla scena della Street Art internazionale.

La cosa sorprendente è la sua umiltà e la passione per questo lavoro. Ha detto che si è innamorato del Delta e ha affermato che luoghi come questo, ai margini e magari ancora poco conosciuti, lo stimolano molto di più di una grande città come Madrid o Roma. Questo perché le persone sono più attente e autentiche e perché la società di riferimento ha ancora più bisogno di arte pubblica. La sorpresa di questo progetto di Street Art è vedere come le persone reagiscono con slancio ed empatia. Durante i giorni di realizzazione dell’opera, molti cittadini hanno chiacchierato con Tellas, gli hanno fatto numerose domande e alcuni gli hanno pure portato il pranzo e offerto l’aperitivo. Abbiamo coinvolto anche le scuole medie che hanno avuto la possibilità di fare un’intervista all’artista e di vederlo all’opera.

 1-Magic Playground - parco giochi comunale di Taglio di Po

Visto il grande spazio dedicatogli a DeltArte, le chiedo: Cosa ne pensa della Street Art? È un fenomeno artistico che sta avendo sempre più successo tra il pubblico.

La Street Art è una delle tendenze artistiche che apprezzo maggiormente. Poiché è un’arte popolare, che scende nella strada, che  si avvicina maggiormente alla vita di tutti i giorni, coinvolgendo direttamente la società di riferimento; dai grandi ai piccini. La Street Art  innesca un cambiamento fondamentale, non solo nel paesaggio e nel contesto in cui si confronta, ma anche sulle persone. Inoltre, si presta moltissimo alla sensibilizzazione sociale e alla coesione, valori che per me sono fondamentali in questo lavoro. L’arte, a mio avviso, ha bisogno di contenuti per potersi sviluppare e dunque la Street Art è un mezzo immediato per esprimere tematiche contemporanee.

2- magic playground

Riguardo la mostra di Tony Gallo Pensavo di poter volare (allestita nella Sala degli attrezzi del Museo della Bonifica di Ca’ Vendramin a Taglio di Po e visitabile fino al prossimo 17 Luglio), quale messaggio vuole trasmettere l’artista con le sue opere?

In questa mostra si rincorrono personaggi stilizzati dall’’espressione a tratti perplessa, a tratti sognante, comunque sospesi in una fissità segretamente espressiva, per raccontare allo spettatore gli stati d’animo propri dell’artista, che coincidono con l’umanità. Di fronte a personaggi così raccolti, silenziosi e assorti, eppure così potenti, si percepisce il desiderio ancestrale dell’uomo di poter volare. Su sfondi puliti, sequenze di sognanti o trasognati alter ego, sono ripresi in posizioni e atteggiamenti diversi, ma sempre accompagnati in modo esiziale a dei palloncini che limpidamente rimandano allo spettatore la visione poetica ed essenziale della necessità umana di inseguire la libertà, intesa come libertà di agire, di vivere, di gioire. Nelle sue opere Tony Gallo sa coniugare con eleganza la graffiante e decisa gestualità tipica della Street Art con l’occhio levigato di una Pop Art non ingenua ma che ben conosce l’arte di recuperare e sublimare in icone pop gli oggetti, gli sguardi, le posture della nostra immensa banalità. Tony Gallo è un artista completo: basti osservare la studiata lentezza con cui aggredisce il supporto con le bombolette, che parlano il linguaggio del mordi e fuggi, dell’incursione, dello sfregio estetizzante. A ciò si unisce la precisione che è propria del pittore di studio, lo sguardo socchiuso dell’impressionista en plein air, l’acribia del perfezionista e perfino il gusto un po’ barocco del ritocco.

 Il progetto DeltArte pone come base il concetto di “museo diffuso”. Secondo lei, si potrebbe affermare essere questo ciò che è oggi l’Arte contemporanea? Ovvero un’arte senza limiti e che va a permearsi completamente con il territorio?

Credo fermamente che l’arte contemporanea abbia bisogno di uscire dai confini tradizionali, quali gallerie, musei, per parlare in maniera diffusa.

L’edizione 2013 ha rappresentato il primo tassello di un più articolato e graduale progetto volto alla creazione di un museo diffuso sul Parco  del  Delta  del  Po  della  Provincia  di  Rovigo,  di  cui  esso  è  espressione  con  le  sue caratteristiche tangibili. Secondo  questa  linea  di  pensiero,  l’arte  contemporanea  è  decontestualizzata  rispetto  ai  luoghi convenzionali,  deputati  alla  tradizionale  fruizione,  contemplazione  e  apprendimento  –  musei, gallerie, palazzi pubblici e privati, collezioni, raccolte – inserendosi in un territorio più esteso, carico di varietà, dai confini mobili e in continuo divenire. Il  filo  rosso  del  racconto  di  DeltArte è  il  camaleontico  potenziale  che  le  geografie contemporanee ai margini racchiudono, scrigno di radici e memorie e contenitore  caratterizzante  per  il  futuro  prossimo,  portatore  di  significazione  per  il presente. In questo meccanismo di indagine, riappropriazione culturale dei luoghi marginali e creazione  di  nuove  rotte  mediante  le  strategie  culturali  messe  in  gioco  da  DeltArte  la creatività  under35 diventa un  faro  per  permettere  agli  abitanti  e  al  pubblico  di avvicinarsi alla cultura e di modificare la propria rotta quotidiana, servendosi come bussola di un punto di appoggio alto nell’’orizzonte: il valore intrinseco della conoscenza.

6.tony gallo a p.bonifica

Il programma di DeltArte continuerà con una serie di eventi. Potrebbe darci un breve assaggio di cosa ci sarà in programma nei prossimi mesi?

Tra i vari progetti innanzitutto vi sarà la mostra Nuovi orizzonti presso il Lapidario del Museo Archeologico di Adria, in corso fino al 26 giugno.

Successivamente, sabato 9 luglio, presso il campo sportivo del comune di Corbola sarà inaugurata un’altra opera di Street Art, realizzata da Igor Molin in collaborazione con i ragazzi di Sport Village 2016. Infine torna anche quest’anno il workshop CanPo#02.

Di cosa si tratta?

Dal 19 al 23 luglio Corbola si trasforma in un laboratorio per acquisire una maggiore consapevolezza del paesaggio, inteso come cultura immateriale e materiale del territorio. La seconda edizione vuole innescare un’azione virale, capace di attivare meccanismi virtuosi di conoscenza e valorizzazione dei percorsi arginali e delle loro potenzialità legate ad un turismo slow. Il progetto vede tra partner istituzionali come il Comune di Corbola, il Parco Regionale del Delta del Po e l’Ordine degli Architetti di Rovigo.

L’obiettivo è sottolineare le potenzialità del luogo e il suo stretto legame con il grande fiume: il Delta del Po diventa un vero e proprio campo di azioni e di riflessi, nel quale giovani e professionisti possono tornare ad operare, riscoprendo le sue meravigliose e ancora troppo spesso sconosciute attrattive naturali e culturali. L’iscrizione ai workshop è aperta a studenti e giovani professionisti entro il 26 giugno. Si prevede la progettazione esecutiva e la realizzazione in auto-costruzione di un intervento attraverso l’adozione di tecnologie e processi semplici, ripetibili e sostenibili in grado di sviluppare e veicolare attraverso il “fare architettura”, coesione sociale. Paolo Mestriner, architetto e docente al Politecnico di Milano, Emilio Caravatti, architetto e docente al Politecnico di Milano e Alessandro Bellini, architetto, saranno i tutor del progetto.

E per quanto riguarda la fotografia?

Quest’anno all’interno di DelArte è previsto anche il workshop di fotografia che si articolerà intorno ad un progetto di documentazione dell’area di azione degli architetti cercando di costruire un vero e proprio racconto fotografico, dove Filippo Romano sarà il tutor.

DeltArte è quindi un programma ricco di eventi e progetti che coinvolgono le scuole, la comunità, gli artisti e il territorio trattando varie tematiche attraverso le varie espressioni artistiche del Contemporaneo.

Non possiamo far altro che consigliarvi di visitare il Polesine e prendere parte ai vari eventi della IV edizione di DeltArte che saranno in programma fino al prossimo 30 luglio.

Costanza Resini

Per maggiori informazioni e per essere aggiornati sugli eventi in programma potete visitare:

il sito: http://deltarte.com/

la pagina fb: https://www.facebook.com/Deltarte

 

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