Arte/Eventi

HELMUT NEWTON: white women, sleepless night, big nudes

Pareti grigie, cornici di un semplice nero che sottolinea e lascia trasparire la potenza intrinseca di ogni singolo scatto. Inizia così la retrospettiva dedicata al genio di Helmut Newton presso la Casa dei Tre Oci a Venezia, visitabile fino al 7 Agosto. Il complesso veneziano custodisce i fondi fotografici di proprietà della Fondazione di Venezia, che ne ha curato il restauro e lo ha reso luogo preposto all’esposizione del linguaggio artistico contemporaneo .

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Arc de Trionfe and 1957 Balenciaga Dress, Parigi 1975

Più di 200 immagini, in bianco e nero e a colori, si snodano lungo le quattro sale del percorso espositivo, espressione piena dei tre fondamentali volumi pubblicati da Newton alla fine degli anni ‘70: White Women del 1976, vinse il Kodak Photobook Award; Sleepless Nights risalente al 1978, Big Nudes pubblicato nel 1981. La mostra sviluppata sui tre piani dell’edificio inizia, contrariamente a quanto si penserebbe, dal terzo piano con un video introduttivo “Helmut by June” del 1995, 53 minuti indispensabili, ma ahimè senza sottotitoli, che introducono lo spettatore nell’immaginario del fotografo.

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Security New York III, New York 1977

Le più importanti copertine tra cui Vogue, Playboy, Elle, portano il suo nome. Personalità eccentrica ed affascinante, introduce nel corso della sua carriera una nuova visione della fotografia di moda, per la prima volta infatti le verrà affiancata la fotografia di nudo, la provocazione è sempre pertinente e elemento caratterizzante dell’artista. Dal 1978 dei manichini vengono frapposti agli esseri umani, in un gioco di sguardi e rimandi, che cerca d’ingannare l’occhio attraverso le pose plastiche fatte assumere dai modelli; tanto che in molte foto non è facile la distinzione netta tra uomo e manichino. Dobbiamo aprire una piccola parentesi e ricordare gli anni cruciali in cui l’immaginario di Helmut assurge a ruolo di Dio nell’olimpo: questi sono gli anni in cui l’ostentazione del lusso e della ricchezza giocano ruolo di primo piano; gli anni in cui l’esibizione del corpo avviene dopo lunghe ore di allenamento e sudore; l’epoca in cui la donna assume un atteggiamento aggressivo e dominante; le donne che ama ritrarre dominano, non sono dominate, assumendo il comportamento, un tempo, esclusivo maschile. Un avvertimento va fatto al visitatore intendo ad intraprendere il suo percorso di visita, immagini forti e corpi in bella vista non devono necessariamente essere affiancati all’immagine pornografica, l’immagine non va in nessun caso letta formalmente, il suo significato è molto lontano da quello che appare in primo piano, l’occhio va abituato a non soffermarsi all’impatto iniziale prendendo confidenza con la visione voyeurista dell’autore.

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Two pairs of legs in black stocking hose, Parigi 1979

Le immagini, riprese fuori dalla studio, evolvono in “scene del crimine”, che definiscono e caratterizzano lo stile di Helmut, rendendolo un’icona della fashion photography. Non solo manichini, ma anche corpetti ortopedici e meccanismi bionici servono a rendere l’immaginario umano del fotografo: l’uomo interagisce col manichino, in una provocazione continua e per nulla mascherata, che si pone quale obbiettivo il confronto dell’essere umano coi propri vizi e fantasmi.

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Green Room Murder, in a Hotel on the Promenade des Anglais 1975

Lo snodarsi della mostra ricorda la struttura dei calli veneziani, fate attenzione a non perdervi o a perdere delle sezioni, perché al di là dell’uscio potrebbe presentarsi una sezione secondaria, all’interno della stessa sezione principale, in un gioco di incastri e rimandi che ricorda il labirinto di Cnosso; a vostra discrezione è la scelta di srotolare il filo che vi porterà all’uscita, oppure di farvi semplicemente guidare dalle immagini e dalle sensazioni che risvegliano.

È la sua visione del mondo a venir catturata ed espressa dalla sue immagini, le donne forti e spesso dai caratteri androgini divengono il soggetto prediletto nel suo immaginario; quello che più lo entusiasma è il riuscire, attraverso le sue indicazioni, a controllare ogni singolo muscolo del corpo della modella. Le sue muse sono sempre catturate nella posa del combattente, come se dovessero iniziare da un momento all’altro la lotta, ogni singolo muscolo è teso all’estremo, l’elettricità che emana ogni studiata posa ci immerge in un clima artefatto e saturo di attesa. Quello che stupisce è che tale fotografia di moda non ha nulla a che vedere con il passato immaginario di settore, le sue foto sono strutturate come film, ritratti e scene del crimine, siamo molto lontani dall’istantanea fotografica di Henri Cartier-Bresson. Non è il mezzo fotografico l’esecutore della foto, è Newton stesso a divenire obbiettivo, in una trasformazione paragonabile a quella assunta dalle sue modelle il cui corpo è spinto all’estremo, alla ricerca di quella immagine che esisteva solo nella mente di Helmut Newton.

Costo del biglietto: intero 12€, ridotto 10€.

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Villa d’Este, Lago di Como, Italia 1975

Giulia Casaro

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