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HERB RITTS in equilibrio

Pareti bianche, cornici in legno chiaro, non serve altro per la riuscita della mostra fotografica dedicata ad Herb Ritts. Il Palazzo della Ragione ospita fino al 5 Giugno a Milano, più di 120 stampe originali ai sali d’argento o al platino, provenienti dalla Herb Ritts Foundation di Los Angeles fondata nel 2003 e suddivise in tre sezioni principali: CORPI, SUPERFICI DIVERSE; AFRICA; RITRATTI.

La luce, la materia e il calore uniti ad un gusto, che è proprio dell’autore, per la resa delle porosità e dei difetti, vengono esaltati attraverso le stampe che rendono piena giustizia a una delle figure rappresentative dello Zeitgeist degli anni ‘80 e ‘90. Moda, musica, divi dello spettacolo americano vengono immortalati e fissati sulla pellicola fotografica, la cultura del corpo tipica degli anni ottanta sostituisce l’elemento psicologico, enfatizzato dalla fotografia precedente, mostrandosi quale espressione piena della società e della cultura del tempo. Un ritorno al classicismo dell’immagine in cui il corpo viene esaltato in tutta la sua forza e in tutte le sue possibilità, divenendo quasi struttura architettonica. L’abito diviene protesi, estensione nello spazio, componente secondaria che valorizza la forza primigenia del corpo che lo indossa.

1

Now and Zen, 1999, USA

2

Versace, veil dress, 1990, USA

L’apparente semplicità delle immagini nasconde in realtà un calcolato studio della composizione in ogni suo più piccolo dettaglio. Ritts stesso ci conferma come il suo lavoro faccia focus solo su quei materiali naturali quali: pelle, capelli, sabbia, il mare, le rocce, il sole, le ombre e alle loro diverse combinazioni. Il contrasto tra luce piena ed ombra gioca un ruolo fondamentale nel dare carattere e potenza ad ogni singola immagine, erano scelte appositamente le ore più calde della giornata spesso rifiutate da gli altri fotografi. Il corpo, le ambientazioni africane, i ritratti, tutti i vari elementi vengono esaltati e valorizzati nella potenza che gli è propria. Attenzione va posta specialmente alla terza sezione, qui non siamo di fronte a semplici ritratti di divi hollywoodiani, il personaggio è riportato alla sua dimensione umana, allontanato dallo schermo e costretto dal fotografo a fare le cose più stupide, come lanciarsi nel mare ghiacciato. In ogni viso è tracciata la vita dell’ individuo e Ritts lo sapeva bene, per questo cicatrici e rughe d’espressione vengono volutamente valorizzate nella loro carica espressiva e psicologica.

3

Herb Ritts con Julia Roberts, 1990, Malibu

4

Jack Nicholson, 1988, Londra

Due filmati mostrano la scelta dei provini a contatto all’epoca del’analogico, passaggio fondamentale nello sviluppo dell’immagine definitiva. In tutta la sua carriera Herb Ritts si è contraddistinto per il desiderio di percorrere vie inedite piuttosto che adattarsi a strade già battute. Dice di lui David Fahey: “Herb Ritts aveva un’abilità speciale nel guardare le stesse cose di tutti quanti e vederle differenti”. Concludendo è doveroso riportare le parole dell’autore, nel dare consigli ai giovani fotografi: “Solo se segui quel che ti attrae puoi cominciare a dare corpo al tuo immaginario”.

Costo del biglietto: intero 12€, ridotto 10€.

5

Autoritratto, 1984

Giulia Casaro

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