Arte/Eventi

RedGlaze, Paola e il suo paese delle meraviglie

RedGlaze ha intervistato la designer del gioiello Paola Oregioni, giovane assistente di Giorgio Vigna, impegnata nella creazione di gioielli stravaganti e borse appariscenti nella realtà milanese, dove trova ispirazione da qualsiasi oggetto e persona che la circonda.

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Buonasera Paola, raccontaci un po’ di te, di come ti definisci.

Partiamo del mio nome (che originale!). sono Paola Oregioni, titolo di studio ufficiale designer del gioiello. facce sbigottite, ebbene si! esiste proprio come professione. mi occupo dello sviluppo di un gioiello, dal disegno al prodotto finito, seguendo tutti i passaggi. disegno, cad (modello al computer in 3d) li faccio io, poi, a seconda della complessità, mi appoggio a varie figure come orafi, incassatori stampatori ecc ecc mi definirei un jolly (anche se il mondo che mi circonda mi definisce una pazza, non ho ancora capito se in senso buono o meno). jolly perchè cerco di cavarmela in ogni cosa, non mi piace dedicarmi a un settore solo. per questo, a fianco dei gioielli (il mio “lavoro ufficiale”) realizzo altro. per esempio borse. borse un pò sopra le righe diciamo… borse che quando indossi, si fanno notare.

Da cosa nasce questa passione per i gioielli?

Sinceramente non ne ho idea. forse è la mia passione per i dettagli, o forse è che un gioiello racchiude sempre un significato.

Quindi, se ogni tuo gioiello racchiude un significato da cosa prendi ispirazione?

Prendo ispirazione dagli oggetti che mi circondano. da sempre quando vedo un oggetto, mi viene naturale “scomporlo” e “ricomporlo” in ambiti diversi. molte idee mi arrivano anche dalle persone che mi circondano. magari si parla di alice nel paese delle meraviglie, e da dan, ecco trovato il tema di una collezione di gioielli!

Parlando di “Alice nel Paese delle Meraviglie” (di cui redGlaze ha visto la tua linea di gioielli) quale secondo te è il gioiello della linea che ti rispecchia maggiormente?

Senza dubbio il “Rabbit Hole”… alle volte mi sento come Alice che continua a seguire il Bianconiglio e non riesce mai a raggiungerlo!

Un pò alla volta riuscirai a raggiungere anche tu il Bianconiglio che ti porterà finalmente nel tuo “Paese delle meraviglie”… già sei sulla buona strada(se così si può dire); qual’è per te la prova del nove che ti fa capire se quella che stai creando è una buona idea o no?

Speriamo, io non demordo. prima o poi lo prendo (il Bianconiglio). la prova del nove mmm… è una sensazione. difficile da spiegare, è come un istinto. è come davanti a una persona che non conosci, che vedi per la prima volta, istintivamente capisci se ti piace o no. per le idee, per me, funziona così. poi, proprio come con le persone, alle volte capita di sbagliarsi e di ricredersi.

Che consiglio daresti alle persone che intraprendono la tua stessa strada in ambito lavorativo?

Il consiglio che mi sento di dare è di non aver paura a chiedere. due teste ragionano meglio di una. quindi se un disegno non ti viene, o sei fermo perchè non sai lo spessore di un metallo, chiedi a qualcuno. confrontarsi fà nascere progetti meravigliosi

Mentre un consiglio che daresti alla nostra società sul campo progettuale/artistico quale sarebbe?

Beh… è scontato e trito e ritrito… ma diciamo che un briciolo di tutela in più non farebbe male. purtroppo la tutela delle idee al giorno d’oggi non è per nulla scontata. magari lavori a un progetto per mesi, crei un oggetto super. e sei a un bivio. cosa fai? come fai a proteggere la tua idea? purtroppo, parlando in termini terra terra, i designer vivono delle loro idee… e come puoi riuscire a vivere se non riesci a tutelare l’idea che hai? sei al bivio. o spendi un sacco di soldi in brevetti e affini, o lanci nel mondo la tua idea, ben conscio che chiunque te la può prendere e tu non puoi fare nulla. si è vero, ci sono i brevetti ecc. ma purtroppo, sopratutto se sei agli inizi, non sempre sai come muoverti tra la burocrazia e le richieste e i costi (che non sono così indifferenti). è proprio una questione di pensiero di base: più di una volta mi hanno detto “ma si, cosa vuoi che sia, è solo un disegno”; quel “solo un disegno”, quella maniera sottile di deprezzare l’impegno e il tempo che metti nel fare il tuo lavoro, è da lì che parte il pensiero che porta alla poca tutela. sono “solo disegni”. se questo disegno te lo copiano, pazienza disegna qualcosa altro, tanto ci metti poco, “sono solo disegni”. banalmente, quando dico che lavoro faccio, le persone mi guardano e la maggior parte mi chiede “ah, e ci vivi?” indice di quanto la società apprezzi e tuteli il ruolo del designer (o artista, musicista ecc.).

Vuoi lanciare un messaggio ai lettori di RedGlaze?

Si, ma è un consiglio, più che un messaggio. trova SEMPRE un pò di tempo per fare le cose che ti appassionano. che sia disegnare un gioiello o coltivare le patate. non rinunciare mai, fallo per te stesso. non lasciare appassire le tue passioni.

Grazie Paola per il tuo tempo!

Grazie a voi per lo spazio!

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Per info su Paola: http://paolaoregioni.weebly.com/

Lysa Toso

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